l'Oracolo: n. 103


Fonte: Lu. 8,26


Vangelo

Approdarono nella regione dei Geraseni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demoni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri. Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: “Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!”. Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti s'era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?”. Rispose: “Legione”, perché molti demoni erano entrati in lui. E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso.


Commento

Spesso, quando assumiamo un atteggiamento di totale chiusura verso qualcuno, é perché ne abbiamo paura. Molti dei nostri terrori, però, non sono che il retaggio d’antichi fantasmi che ancora ci tengono prigionieri e non v’é altro mezzo, per liberarsene, che guardare da vicino l’oggetto stesso di tanto turbamento. Potremmo scoprire che, il mostro, o non é affatto tale, oppure é tutt’altro che invincibile.


Quindi oggi...

non lasciamoci prendere dall’affanno e guardiamo in faccia con maggior senso critico la reale consistenza dei nostri terrori. Chissà che, in un lucido confronto faccia a faccia, la paura di chi ci spaventa tanto non si riveli persino maggiore della nostra.


Citazione

non lasciamoci prendere dall’affanno e guardiamo in faccia con maggior senso critico la reale consistenza dei nostri terrori. Chissà che, in un lucido confronto faccia a faccia, la paura di chi ci spaventa tanto non si riveli persino maggiore della nostra.
Christian Morgenstern


TORNA ALLA SCELTA
© Copyright 2016 - VoVeVi - Voce del Verbo Vivere
Tutti i diritti su testi, materiali e contenuti sono riservati. Privacy Policy
Torna su